Cinque medaglie. Due ori e tre argenti. Tutte consegnate a Michele Sinisi il 30 maggio 2026, nel Castello Medioevale di Itri, davanti alla giuria nazionale del Concorso Monna Oliva.
Il Concorso Monna Oliva — XII edizione nel 2026 — è il riconoscimento nazionale di riferimento per le olive da tavola italiane. Non è una fiera, non è un premio di categoria assegnato per anzianità o notorietà aziendale. È una valutazione tecnica condotta da un panel di assaggiatori specializzati, con metodologia sensoriale riconosciuta a livello internazionale dal COI — il Consiglio Oleicolo Internazionale.
Si portano le olive. Le si mettono davanti a una giuria di esperti. E le olive parlano.

🥇 Medaglia d’Oro
Olive nere in salamoia al naturale — Cultivar Leccino
Il Leccino è una delle cultivar più diffuse e versatili dell’olivicoltura italiana. In versione nera, in salamoia al naturale, esprime una morbidezza e un equilibrio aromatico che la giuria ha valutato al massimo livello.
🥇 Medaglia d’Oro
Olive verdi in salamoia — Cultivar Sant’Agostino
Il Sant’Agostino è un cultivar tipicamente pugliese, con una polpa soda e un sapore deciso che si presta perfettamente alla salamoia. Oro pieno, senza riserve.
🥈 Medaglia d’Argento
Olive verdi in salamoia — Cultivar Bella di Cerignola
La Bella di Cerignola è forse l’oliva da tavola pugliese più conosciuta al mondo: grande, carnosa, con un profilo gustativo inconfondibile. Argento che conferma una lavorazione all’altezza di una cultivar di eccellenza.
🥈 Medaglia d’Argento
Olive in salamoia al naturale — Cultivar Termite di Bitetto
La Termite di Bitetto è un cultivar autoctono della provincia di Bari, ancora poco conosciuto fuori dalla regione ma di qualità straordinaria. Questo riconoscimento è anche un modo per valorizzare un patrimonio olivicolo locale che merita più attenzione.
🥈 Medaglia d’Argento
Olive verdi condite denocciolate — Cultivar Leccino
Il Leccino si presenta anche in questa seconda veste — verde, condita, denocciolata — e conquista un altro podio. Due medaglie per lo stesso cultivar, due lavorazioni completamente diverse: la dimostrazione che la qualità della materia prima non mente, qualunque sia la preparazione.





Cinque medaglie non sono un caso
Cinquantadue anni di attività. Una filiera controllata dall’origine alla trasformazione. Una squadra che ogni giorno lavora con la stessa attenzione ai dettagli che si aveva quando l’azienda era piccola e ogni vasetto portava il peso della reputazione familiare.
Cinque medaglie in un solo concorso non arrivano per fortuna. Arrivano perché c’è un metodo, c’è una selezione seria delle materie prime, c’è il rispetto per le cultivar tipiche del territorio pugliese — alcune celebri come la Bella di Cerignola, altre preziose e meno note come la Termite di Bitetto.
Questo risultato appartiene a tutti coloro che lavorano ogni giorno in Sinisi Srl. E appartiene alla Puglia, che ancora una volta ha portato il suo nome sul palco di un riconoscimento nazionale.
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